Le competizioni nel FÈNG HUÁNG

Nel Kung Fu Fèng Huáng, un posto di prim'ordine è riservato alle gare: esse si dividono in gare di tecnica e di combattimento sportivo; gli atleti partecipanti sono divisi secondo il grado, l’età, il sesso e talvolta il peso.

Le gare di combattimento sportivo sono considerate un buon mezzo per mettere alla prova i riflessi, la velocità e l'efficienza del praticante di fronte ad un avversario.

Queste, che rappresentano una prova di combattimento, non vanno confuse con il campionato di combattimenti interstile: a questi ultimi si può partecipare, indirizzati dal Maestro in base alle proprie capacità, ma non appartengono alla scuola e al suo orientamento, e non rappresentano altro che l'attribuzione di un titolo.

Il Kung Fu Fèng Huáng non può essere considerato come uno sport qualsiasi, un mero movimento di muscoli, e non è fatto per chi vuole raggiungere la gloria o accumulare coppe: l’arte marziale è un metodo di vita dove la cultura del corpo e dello spirito sono strettamente legate.

Nelle competizioni della Scuola Fèng Huáng si pone particolare attenzione allo sviluppo e alla formazione dei praticanti: l’atleta dovrà comportarsi con lealtà e disciplina, dovrà essere umile, avere coraggio ma anche mantenere un comportamento rispettoso nei confronti dell’avversario, del Tatami e del Maestro, incarnando quelli che sono i principi fondamentali della Scuola e delle Arti Marziali.
La gara (o competizione sportiva) è una grande occasione per riunirsi ed esprimere la propria conoscenza dell’arte marziale con scambi tecnici tra i club della scuola, tra regioni e anche tra nazioni.
Le gare tecniche sono invece solitamente l’occasione in qui si esamina la qualità tecnica, e quindi un’ottima occasione per superare l’emozione, la timidezza, la paura.

Gare tecniche

Le gare tecniche sono competizioni in cui l’atleta deve eseguire delle sequenze di movimenti, concatenate e codificate nelle cosiddette "forme" (Quyên), davanti ad una commissione tecnica.
Le forme sono eseguite a mani nude e l’abilità dell’atleta consiste nell’eseguire i Quyên come se stesse combattendo contro degli avversari immaginari: egli dovrà eseguire i movimenti e le tecniche in modo veloce, potente. Dovrà essere fermo e deciso, con posizioni statiche, spostamenti solidi e repentini ma allo steso tempo agili, mostrando grande forza e vigore, urlando nelle fasi cruciali.
Rivestono particolare importanza le gare di Song Luyên (tecniche a coppie) in cui gli atleti si esibiscono in combattimenti simulati, inventati da loro, e dimostrano le loro abilità tecniche e artistiche cimentandosi in performance coreografiche sbalorditive.
Oltre alle forme a mani nude gli atleti possono partecipare alle gare di Quyên con le armi, testando le loro abilità d'innanzi a una commissione tecnica che li giudica secondo gli stessi canoni usati nella gara di forme a mani nude. Nelle gare con le armi gli atleti sono divisi in categorie in base alla qualifica ottenuta nel Vu Khi Ðao e non al grado di cintura del Kung Fu.

Gare di combattimento sportivo

Le gare di combattimento sportivo sono competizioni in cui i praticanti si scontrano sul Tatami (quadrato di gara) applicando le tecniche di combattimento apprese. Gli atleti sono divisi in base al sesso, all’età e al grado di cintura ottenuto.

Il combattimento viene valutato da un arbitro centrale, da un team di quattro arbitri laterali e da due arbitri di giuria.

Viene definito combattimento sportivo perché non è previsto il K.O. e si rispettano le regole che in primo luogo puntano a salvaguardare l'incolumità dei praticanti.
Difatti non tutte le tecniche sono valide: non possono essere inferti colpi con le dita, con i gomiti e le ginocchia, colpi sotto la cintura (escluse le spazzate), tutti i calci diretti al viso che mirano occhi, naso o bocca. Non possono essere eseguite le leve articolari così come non si possono sferrare colpi alla schiena, alla spina dorsale, alla nuca e sono proibiti i colpi quando l’avversario è a terra.
L’atleta può quindi eseguire le seguenti tecniche: calci (escluso tallone al viso) con un minimo di 7 per round, pugni con controllo al viso, proiezioni, spazzate e forbici alla vita.

Durante il combattimento sportivo gli atleti devono obbligatoriamente indossare come da regolamento, oltre al Võ Phuc della Scuola, le protezioni. Queste comprendono il casco con grata (omologato dall’Associazione Sportiva), i guanti da 10 once, i paratibie con parapiede e la conchiglia. Per la categoria dei bambini e minori di 18 anni è obbligatorio indossare il corpetto, mentre per la categoria femminile è obbligatorio il paraseno.
Per i bambini e gli under 18 il combattimento consiste in 1 round da 90 secondi e, in caso di parità, si effettuerà un round di spareggio della durata di 30 secondi.

Per gli adulti l’incontro si compie in 2 round da 90 secondi (con 30 secondi di recupero); in caso di parità è necessario 1 round di spareggio (durata di 60 secondi). In caso di parità sarà necessario disputare un secondo round di spareggio (durata di 30 secondi) e sarà ritenuta valida (dall’arbitro centrale) la prima tecnica andata a segno.

combattimento Feng Huang

Punteggi e penalità

Il regolamento prevede differenti punteggi a seconda della zona colpita e della tecnica eseguita.

Valgono 1 punto tutti i pugni al viso o all’addome, 2 punto tutti i calci all’addome, le proiezioni e le spazzate. Hanno valore di 3 punti tutti i calci al viso e i calci girati con la pianta del piede, tutti i calci in volo all’addome; infine valgono 4 punti tutti i calci al viso eseguiti in volo e le forbici alle gambe e alla vita atterrando l’avversario.
Il regolamento inoltre prevede penalità di 1 punto per l’atleta che effettua un colpo vietato, la squalifica dell’atleta e perdita dell’incontro dopo 2 penalità; 1 punto di penalità dopo 3 uscite consecutive dal tatami nello stesso round con entrambi i piedi.
Qualsiasi decisione sarà presa dall’arbitro centrale e/o dal responsabile dell’arbitraggio.

La prova di combattimento è indispensabile per colui che vuole arricchirsi di conoscenze, perché ci si rende conto dell’efficacia delle tecniche apprese e si misurano le proprie capacità. Certamente bisogna considerare questa prova come un mezzo per avvicinarsi alla perfezione tecnica e non una cosa fine a se stessa.
Il fine del combattimento non è la vittoria sul compagno, ma il progresso insieme ad esso nella conoscenza delle arti marziali, secondo lo spirito cavalleresco degli antichi samurai.

Gli atleti che volessero confrontarsi in combattimenti con il K.O. possono seguire il corso di Sandà con il responsabile Giao Su Tony di Natale (Cintura Nera 4° Dang) e, se ritenuti idonei, partecipare ad eventuali incontri.

Il responsabile dei combattimenti a mani nude è il Giao Su Alberto Mantegazza (Cintura Nera 3° Dang).

Combattimento con le armi

Le gare di combattimento sportivo all’interno della Scuola Fèng Huáng prevedono che gli atleti possano confrontarsi anche con l’utilizzo delle armi Long Gian o Bong (bastone lungo).
Nelle gare di combattimento con le armi gli atleti sono divisi in categorie in base alla qualifica ottenuta nel Vu Khi Ðao e non al grado di cintura del Kung Fu.
In questa categoria si usano armi non rigide, rivestite con una gomma speciale e gli atleti devono obbligatoriamente indossare, oltre al Võ Phuc della Scuola, le protezioni previste dal regolamento.
Il combattimento inizia con il saluto specifico dell’arma tra i due atleti, l’arma deve essere sempre in movimento e valgono tutti i colpi tranne quelli inferti con attacchi di punta, alla gola o ai genitali, le leve, i soffocamenti, il lancio dell’arma. Sono vietate le finte di pugni e di calci.
È ritenuta valida la prima tecnica a contatto pieno con conseguente assegnazione del punto/i.

Il punteggio varia a seconda della parte del corpo colpita con l’arma: valgono ½ punto tutti i colpi agli arti superiori ed inferiori escluse le mani.
Hanno valore di 1 punto i colpi al busto sopra la cintura, 2 punti tutti i colpi alla testa ed infine 3 punti il disarmo e la perdita dell’arma.
Le penalità contemplate dal regolamento sono: caduta dell’arma o disarmo (dopo due cadute si perde l’incontro), uscita con due piedi dal Tatami (perdita di 1 punto; alla quarta uscita si perde l’incontro); girare la schiena tre volte (si perde l’incontro per “manifesta superiorità dell'avversario” a giudizio dell’arbitro centrale).

Il responsabile dei combattimenti sportivi con le armi è Marco Africano (Cintura Nera 4° Dang).

La Scuola Féng Huàng vuole contribuire alla divulgazione dell'impegno sociale riservando in tutte le gare uno spazio per un'associazione di beneficenza locale, che avrà la possibilità di ricevere donazioni per una raccolta fondi.