Stili
Stili Cinesi
Stili Cinesi
Il Maestro Raoul Pianella iniziò lo studio delle Arti Marziali nel 1977 con il Gran Maestro Shin Dae Woung, esperto in stili cinesi ed allievo del Gran Maestro Lu Shui T’ien.
Il M° Shin Dae Woung insegnò al giovane Raoul Pianella gli stili Shàolín, Táng Láng, Pakua, H’ Sing Yi, Tai Chi e lo stile Sip-pal Ki (uso delle 18 armi tradizionali del Kung Fu).
All’interno della scuola Fèng Huáng si praticano gli stili cinesi appresi dal M° Raoul Pianella: i 2 stili esterni (Shàolín Chuan e Tàng Làng Chuan) e i 3 stili interni (Pa Kua Chang, H’Sing’I Chuan e Tai Chi Chuan).
Stili esterni
Inizialmente con il nome di “stili esterni” ci si riferiva agli stili marziali nati e praticati all’esterno della muraglia cinese. Con il passare del tempo, a causa della turbolenta e complessa storia cinese, risultava sempre più difficile riconoscere dove finisse la Cina ed iniziassero le nazioni limitrofe. Per questo motivo il contrasto fra “stili interni” e “stili esterni” ha assunto un significato molto più specifico.
Spiegare cosa siano gli “stili esterni” è molto più complesso di quanto non sembri in apparenza. Molti credono che il lavoro esterno sia quello che riguarda la forza muscolare e che pertanto basti sviluppare dei "muscoli d'acciaio" per essere efficienti in questo tipo di stili.
In realtà la verità è ben lontana da questa credenza che accomuna i più profani. D'altronde se l'abilità in queste pratiche dipendesse soltanto dalla forza fisica, basterebbe fare un programma completo di sollevamento pesi per diventare imbattibili.
In realtà negli stili esterni si usa la forza di tutto il corpo, le braccia non sono altro che il veicolo attraverso il quale la forza dei piedi e delle gambe viene trasmessa per compiere l'azione. E' per questo che per opporsi a quello che sembra un semplice pugno, in realtà bisogna vincere la massa dell'intero corpo dell'avversario.
All’interno della scuola Fèng Huáng vengono praticati gli stili cinesi esterni Shàolín Chuan e Tàng Làng Chuan.
Stili interni
Anche per quanto riguarda questo tipo di stili, il nome “interni” deriva dalla collocazione geografica per poi assumere, con il passare del tempo, un carattere più profondo.
Oggigiorno gli “stili interni” sono quelli che concentrano il loro lavoro nella pratica dell’energia interna (Qi Gong), ovvero un lavoro che invece di concentrarsi sul potenziamento dei muscoli sviluppa il controllo delle ossa, dei tendini, delle articolazioni e dei muscoli profondi cioè quelli attaccati alle ossa, non quelli che si vedono sulla superficie del nostro corpo.
Grazie a questi stili si riesce a muovere il proprio corpo con un'enorme forza e rapidità pur nella quasi totale assenza di contrazione muscolare, dato che i muscoli si limitano a sostenere il corpo senza essere i veri responsabili del movimento.
Ci sono tre arti marziali principali in Cina riconosciute come arti interne: il Bagua (Pa Kua), lo Xingyi (H’Sing’I) ed il Taiji (Tai Chi).
Tutte sono originarie della Cina del nord e combinano la forza esterna con l'energia interna (qi o chi) per sconfiggere l'avversario. Tutte e tre vengono considerate ai livelli più alti delle arti marziali cinesi ed un tempo venivano apprese solo dalle famiglie più ricche che potevano pagare i Maestri per l'insegnamento ai loro membri. Solo in questo secolo sono state rese pubbliche ai cinesi e da allora sono diventate popolari in tutto il mondo.
La scuola Fèng Huáng contempla lo studio degli stili cinesi interni Pa Kua Chang, H’Sing’I Chuan e il Tai Chi Chuan.




