Tai Chi
Qi Gong
Qi Gong
Definizione generali di Qi e Qi Gong
Il Qi ha una definizione piuttosto ampia: è l’energia o forza naturale che riempie l’universo, e non si riferisce soltanto all’energia che circola nel corpo umano; essa può indicare l’energia stessa, oppure esprimere la forma o lo stato. Qualsiasi forma di energia capace di manifestare forza e resistenza può essere generalmente definita Qi: può trattarsi di elettricità, di magnetismo, di calore o di luce. Il termine Qi viene comunemente usato anche per esprimere lo stato energetico di qualcosa, soprattutto di cose viventi.
I medici e i praticanti cinesi di Qi Gong ritengono che il corpo contenga due tipi di Qi, comuni a tutti: il primo è detto prenatale, o Qi originario (Yuan Qi), che letteralmente si traduce con “Qi prima del cielo”, prima della nascita. Esso deriva dalla trasformazione del Jing (essenza) originario che ci è stato trasmesso prima che nascessimo: ecco perché è definito prenatale.
Il secondo tipo è chiamato Qi postnatale e trae origine dal Jing (essenza) del cibo che mangiamo e dall’aria che respiriamo. Esso ha sede nel Dan Tien mediano (plesso solare). Da qui circola verso il basso e si mescola con il Qi prenatale, o Dan Tien Qi (Qi originario); una volta combinati, i due passano nel vaso governatore, dal quale vengono distribuiti nell’intero corpo.
Il Vaso Governatore rappresenta il circuito di energia che scorre dal perineo, lungo la spina dorsale, entra nella testa, corre sopra la calotta cranica, scende fino al punto mediale tra gli occhi e raggiunge il palato e le gengive, dove si collega al Vaso Concezione. Il Vaso Concezione al contrario corre dal perineo, lungo la parte anteriore del corpo e raggiunge la lingua, dove si collega al Vaso Governatore.
Dal Vaso Concezione si dipartono tutti i meridiani Yin, dal Vaso Governatore tutti i meridiani Yang. Il nostro corpo è perciò potenzialmente attraversato da canali di energia nei quali scorre il Qi.
Qi Gong: tecniche di respirazione
Il corpo umano è percorso da dodici meridiani primari che rappresentano altrettanti fiumi di Qi, il quale fluisce mediante essi in tutto il corpo, collegando gli organi alle estremità. Oltre a questi dodici fiumi, vi sono “otto meridiani supplementari”, che agiscono come serbatoi di Qi, regolandone il flusso nei dodici canali principali. Per godere di buona salute, i serbatoi devono essere pieni, e il Qi deve fluire agevolmente senza ristagnare nei fiumi.
Tramite un corretto e continuo esercizio si riesce ad ottenere quanto descritto sopra; nella Scuola Fèng Huáng sono contemplate le tecniche di Qì Gong.
Vi sono due categorie di esercizi: in movimento e in posizione statica. Nel primo tipo si tende a rilassare un gruppo muscolare cercando di concentrarsi nei canali dove scorre il "Chì", la mente deve portarsi sul respiro, immaginando di condurre l'energia nella zona interessata. I muscoli non vanno mai tesi al limite, perché questo tende a restringere i canali e il flusso dei "Chì", e bisogna cercare di concentrarsi nella zona Dan Tien (5 dita sotto l'ombelico). Nel secondo tipo, in posizione statica, ci si siede su un cuscino di 5/8 cm a gambe incrociate (mezzo loto o loto completo), le mani vanno tenute di fronte al "Dan Tien" con le punte dei pollici che si toccano. Bisogna coordinare la respirazione profonda con la circolazione dei "Chì"; si possono anche appoggiare le mani sulle ginocchia con i palmi rivolti in alto e il pollice e il medio che formano un cerchio. Durante la meditazione la lingua deve toccare la sommità dei palato, creando un ponte fra le energie Yin e Yang detto anche "Lung Chuan" (Spirale del Drago).
La tecnica di respirazione è divisa in due metodi: il Metodo Taoista e Buddista. Con la respirazione taoista (Fan Fushih) nella fase di inspirazione l'addome viene ritratto, mentre nel metodo buddista durante l'inspirazione il basso addome si espande e durante l'espirazione si contrae (Tsan Fushih). Per far circolare il "Chì" bisogna compiere un giro completo inspirando dal naso e portando la respirazione nel Dan Tien, per poi giungere fino all'osso sacro dove troveremo il primo punto di resistenza "Wei Lu Chan Quiang"; in seguito verrà condotto verso l'alto lungo la spina dorsale dove incontrerà il secondo ostacolo, il punto "Mingmen Lingtai", situato sulla schiena dietro al cuore tra le scapole. Infine il Chi troverà l'ultimo ostacolo il punto "Yu Gen Nao Hu", sulla base del cranio osso occipitale e infine completerà la circolazione fuoriuscendo dal naso.
Secondo la teoria cinese il troppo di qualcosa è eccesso di yang mentre il troppo poco è eccesso di yin, e nessuno dei due estremi è auspicabile. Se il corpo è troppo yang o troppo yin, gli organi interni finiranno per perdere vigore e degenerare prima di quanto normalmente dovrebbero. Un individuo che esteriormente appare forte e in salute, può essere interiormente debole.
Chi pratica culturismo attribuisce grande importanza alla costruzione di muscoli potenti. Secondo la teoria dell’agopuntura e del Qi Gong, egli dovrà anche rafforzare il corpo, stimolare la mente e aumentare il livello della circolazione di Qi: allenandosi nel modo corretto otterrà così la salute fisica.
Inoltre, quando un culturista invecchia, le fibre dei muscoli eccessivamente sollecitate possono perdere elasticità e deteriorarsi più rapidamente di quelle di una persona media: ciò porta il Qi a ristagnare nei suoi canali.
I praticanti di Qi Gong ritengono che, per ottenere una buona salute, bisogna non solo fare attività fisica esterna, ma anche interna.






