Tai Chi Chuan - Qi Gong

Storia del Tai Chi Chuan

La tradizione attribuisce l'origine del Tai Chi al monaco Taoista Chang San Feng, detto "l'immortale", vissuto sotto la dinastia Sung. Si narra che dopo un lungo pellegrinaggio, iniziato quando era solo un ragazzo, Chan San Feng si stabilì nel monastero Shào Lín Zsu, nella provincia di Ho Nam, dove rimase per 10 anni.

Egli era già un esperto conoscitore degli esercizi di meditazione e respirazione chiamati C’hi Kung e al Tempio apprese tutti i segreti della Boxe Shào Lín, praticata dai monaci a scopo di difesa dagli attacchi esterni e considerata l’origine di tutte le arti marziali. Sempre secondo la leggenda, un giorno Chang San Feng assistette al combattimento tra un serpente e un airone, e si accorse che il serpente, con movimenti morbidi e sinuosi, deviava con estrema facilità gli attacchi diretti del becco dell’uccello, per poi contrattaccare in modo fulmineo; in quel momento si ricordò delle parole di Lao-tzu:

Nulla al mondo è più morbido e cedevole dell’acqua, eppure nel distruggere ciò che è duro e forte non vi è nulla che riesca a superarla” (Cit. Lao-tzu).

Chang San Feng comprese quindi che, in ogni combattimento, la cedevolezza e la morbidezza vincono sulla durezza e la forza; questa intuizione lo portò ad ideare una nuova disciplina, in cui sviluppò una diversa concezione di forza e di marzialità: unì le tecniche di Ch’i Kung e le sue conoscenze sull’energia alla disciplina Shào Lín, e creò in questo modo il Tai Chi Chuan.

Egli visse per molti anni tra i monti del Wu Dang dove, divenendo consapevole della verità del Tao, raggiunse l’illuminazione; probabilmente visse più di 200 anni, ma la data della sua morte è sconosciuta.

Tai Chi Chuan – Stile Li Chuan e Chan Men

É una ginnastica per la salute psicofisica, una raffinata arte marziale di autodifesa e una forma di meditazione dinamica.

Tony Di Natal

Basandosi sui principi base quali: “il forte muta nel cedevole e la debolezza muta nella forza”, “l’acqua è quell’elemento più cedevole in assoluto”; il Tai Chi si caratterizza per i suoi movimenti lenti (ma non troppo), fluidi e circolari che permettono, insieme ad una corretta respirazione, di far fluire l’energia in tutto il corpo (Qi Gong).

L’uomo sviluppa nel corso della sua vita due tipi di energia: una che cresce e diminuisce nel corso degli anni ed è prodotta dal corpo attraverso l’azione dei muscoli; l’altra che può essere coltivata e mantenuta per sempre generata da un’energia interna, non è visibile. Questa energia “Qi”, che tutti possiedono dalla nascita, ma che pochi riescono a sviluppare e controllare, si può considerare come l’energia vitale dell’uomo. Essendo il Qi all’origine della vita è indispensabile per l’uomo trarne il massimo dei benefici possibili. Il Qi o Chi è strettamente collegato con la respirazione, che nel Tai Chi è di tipo addominale, perché proprio nell’addome (Tentien/DanTien), una regione situata circa 3-4 dita sotto l’ombelico, che il Qi si concentra per poi espandersi in tutto il corpo.

La respirazione del Tai Chi – Chi Kung e Qi Gong deriva dalle pratiche Taoiste e Buddiste ed è un complemento importante per ottenere il “Kung Fu profondo”.

Quando si pratica, molte volte si rischia di essere troppo giovani, ma mai troppo vecchi per tale disciplina. L’acqua stagnante marcisce, l’acqua del fiume no, perché è sempre in movimento.

Così il corpo con il movimento costante, mette in moto l’energia vitale; il movimento circolare della forza non si esaurisce come avviene nel movimento in linea retta. Nel Tai Chi e anche nel Pakua, tale circolarità si completa con il moto dell’universo espresso nel simbolo del Tao.

La pazienza e la resistenza sono le due qualità che permettono all’uomo di raggiungere la profondità dell’arte marziale"; (Cit. Dai Su Raoul Pianella 8° Dang).

I 12 principi fondamentali, come i 12 mesi dell’anno, come i 12 gradi della Scuola Fèng Huáng:
  • Bisogna praticare in uno stato di assenza di pensieri e preoccupazioni, con molta concentrazione. La testa deve essere rivolta verso il cielo, questo favorisce l’attivazione dello “Shen” l’energia spirituale e mentale.
  • Adottare una respirazione lenta e profonda addominale tenendo spalle basse e rilassate.
  • La colonna vertebrale deve essere ben dritta ma morbida.
  • Le anche e le ginocchia devono ruotare con semplicità per una maggiore facilità di spostamento;
  • Importante capire e sentire il pieno “yang” e il vuoto “yin”, ed essere sempre coscienti di questa distinzione. Quando si applicherà, il pieno deve avvenire in modo graduale.

 

  • Bisogna essere morbidi e non utilizzare la forza muscolare.
  • Il pensiero deve essere sempre presente e deve guidare il “Qi”.
  • Tutto il corpo deve essere coordinato con equilibrio e gli occhi devono seguire il movimento.
  • La mente deve guidare l’esecuzione della tecnica.
  • Tutti i movimenti devono essere legati senza interruzioni, quando una tecnica finisce un’altra già inizia in un ciclo continuo.
  • I movimenti del tai chi sono per lo più circolari piuttosto che dritti; questo consente l’impiego della forza centrifuga.
  • I movimenti non devono essere eseguiti lentissimi o con la stessa velocità ma devono variare in funzione della tecnica personale.

Nei Jin - Pieve Emanuele

Per praticare il Tai Chi il sabato mattina con il Si Fu Raoul Pianella, 12° Chieh.

Tai Chi Pieve Emanuele

Lung Men - Pieve Emanuele

Per praticare il Tai Chi il mercoledì sera con il Jiao Shou Lisa Trunfio, 8° Chieh.

Tai Chi Pieve Emanuele

Tian Di - San Giuliano

Per praticare il Tai Chi il mercoledì sera con il Jiao Shou Tony Di Natale, 7° Chieh.

Tai Chi San Giuliano

Shui Chuan - Pero

Per praticare il Tai Chi il giovedì sera con il Jiao Shou Carlo Gioini, 7° Chieh.

Tai Chi Pero

Shoen - Senago

Per praticare il Tai Chi il martedì e mercoledì sera con il Jiao Shou Massimo Barilli, 6° Chieh.

Tai Chi Senago

 

 

La Scuola Fèng Huáng, settore Tai Chi, ha partecipato allo stage del Maestro Xue Bin dello stile Chen metodo Hong (13/14 febbraio 2016)

TaiChiStage